Intervista al direttore artistico del Pride Pub Roma

Il Pride Pub (via Enea 15, zona San Giovanni Furio Camillo) è tra i più importanti pub di live music a Roma.
Propone musica sette giorni su sette (nella stagione 2016-2017 cinque giorni su sette) arrivando a circa 320 eventi l’anno  dsc_0211considerando la pausa estiva.
Nasce il 26 maggio del 1997 ed ogni anno in quel giorno, organizza una grande festa.

Nel 1997 era tra i pochi locali che offrivano musica a Roma conquistando sempre più importanza nell’underground musicale.

Possiamo dire che la sua longevità, l’altissimo numero di spettacoli, l’attenzione alla musica dal vivo, lo rendono di fatto un locale di grande interesse per ogni appassionato di concerti o musicista che voglia far ascoltare la sua musica.

L’intervista che trovate in fondo all’articolo è con Mimmo, proprietario del locale e direttore artistico.
Abbiamo parlato di molte cose, ma soprattutto siamo andati dritti al cuore del problema di tutte le persone coinvolte, cioè sia dei musicisti che dei proprietari dei locali. Entrambe le categorie infatti sono concentrate sulle persone che poi verranno nel locale le sere dei concerti e spesso ognuno si aspetta che questo compito venga svolto dall’altro.
Tutto ruota attorno ai soldi che devono girare quella sera, su cui tutti, nessuno escluso, devono guadagnare.

In altre parole, accertato che l’artista sia di qualità, il locale per fare cassa e pagare il cachè al musicista  chiede in cambio la garanzia di un pubblico cospicuo, perché è quel pubblico che poi consuma e spende soldi. Quei soldi si trasformano in parte nel ricavati del locale e in parte nel guadagno dell’artista, e così il cerchio si chiude. Spesso però quello che ci rimette è l’artista, quindi… ho fatto una domanda chiara e semplice a Mimmo:


Io sono un musicista ed offro un servizio:  imparo a suonare, compro la strumentazione, faccio le prove,  prendo la macchina, arrivo nel tuo locale, faccio il check, mi viene offerta la cena, suono… smonto.
Ma non ho portato gente. Cosa succede con il cachè? Come sono visto dal locale?

E’ infatti questo il grande problema che tutti i musicisti si portano dietro, e la risposta di Mimmo offre punti di riflessione e ne riporto qualche punto saliente:

In primis Mimmo descrive la situazione attuale della movida notturna che non è più quella precedente alla crisi.

Prima i locali erano pieni di gente. Non tutti i giorni, l’inflessione infrasettimanale c’è sempre stata e sempre ci sarà. Ma l’atmosfera generale era molto diversa. I soldi giravano, le persone spendevano. Un gruppo musicale veniva scelto solo in base alla sua bravura.

Mimmo ammette il sogno di ogni direttore artistico: un gruppo bravo, capace sia di suonare che di intrattenere il pubblico ma anche con un suo seguito. Un seguito non solo di parenti o amici ma anche di fan veri.
Oltre ad un sogno è però anche una necessità: le difficoltà dei tempi spesso costringono anche i proprietari dei locali a delle scelte obbligate.
Mimmo è un professionista capace e di buon senso, quindi può valere la pena ascoltare anche il suo punto di vista e lui ci dice

in questo momento,  chi si propone ad un locale come musicista e vuole un cachè, deve essere un “prodotto commerciale” completo, dove la bravura è un elemento imprescindibile, ma purtroppo non può essere l’unico

DSC_0144Mimmo ha quindi le sue ragioni e bisogna dargliene atto.

Fuori intervista aggiungo però che, nei bei tempi andati, anche il valore di un locale era molto diverso. I proprietari erano più attenti a ciò che offrivano ai propri clienti: la qualità del cibo (dai semplici hamburger alla pizza), il range di scelta delle bevande, la bravura dei musicisti che suonavano da loro erano maggiori.

Al giorno d’oggi le attività commerciali come pub e birrerie si sono molto svalutate: non fatturano più come prima, quindi tendono a risparmiare, le qualità peggiorano e diventa difficile, da parte dei musicisti, pubblicizzare il locale dove vanno.

Spesso si crea un circolo vizioso, che deve essere spezzato riportando anche i locali ad una qualità migliore.

E’ però necessaria un’altra considerazione: dobbiamo diventare tutti dei professionisti, un musicista adesso non può permettersi di fare solo l’artista, deve entrare in un gioco più grande e affinare nuove competenze, primo fra tutti imparare a crearsi un seguito che possa appoggiarlo e sostenerlo nelle sue serate.

Ci sono gruppi come “Marco Liotti & Fifty fifty ”che sono riusciti nell’impresa vedi l’articolo:
http://www.movimentomusica.com/come-fare-6-serate-al-mese-minimo-intervista-a-marco-liotti/

Sulla scia di quanto detto da Mimmo, sono ancora più convinto che oggi un musicista debba imparare anche altre competenze che lo aiutino a crearsi un seguito e sapersi così proporre in modo efficace nei locali, senza per questo svendersi.

I modi per iniziare e imparare ci sono e posso accennarvene qualcuno già in questa sede rimandando altrove eventuali approfondimenti.
Non è un cammino facile e penso sia noto a tutti che vivere di musica è più difficile che trovare un lavoro normale.

Sostengo che il segreto sia riuscire a trovare una propria nicchia a cui piaci ed insistere su questa.
Diventare produttori di se stessi e trovare pubblico dal web e poi portarlo nei live.
Arrivare gradualmente a porsi come professionisti.

Fare live è a dir poco utile: impari a stare sul palco, fai uscire la voce o sciogli le mani, fai la partita, esci dalla tua stanza o sala prove, ti metti in gioco davanti ad un pubblico vero, trovi un tuo stile, capisci se ciò che proponi funziona oppure no, diventi umile o prendi fiducia in te stesso…la lista è lunga.

Altri consigli li trovi scaricando l’audio i “4 errori delle band emergenti” :
Sono le 4 Leggi alla base di TUTTE le band di successo al mondo.

Per capire come affrontare al meglio l’esperienza live o semplicemente per capire cosa sta alla base di tutti i successi. Ignorale…a tuo rischio e pericolo!
http://www.movimentomusica.com/risorse-gratuite/

Mimmo racconta che i gruppi veramente, veramente bravi, i numeri uno, che abbiano seguito o no, vengono messi nel fine settimana dove il locale è già pieno.

Per saperne di più ascolta l’intervista.
Se vuoi prendere la tua serata al Pride pub fai le audizoni con Movimento Musica:
http://www.movimentomusica.com/audizioni-pride-pub

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