Come fare 6 serate al mese (minimo)? – Intervista a Marco Liotti

Movimento Musica inizia un lungo viaggio all’interno dei retroscena della Live music.
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  • Perchè è così difficile “prendere una serata” con la tua band?
  • Perchè poche band suonano tanto e la maggior parte e due volte l’anno?
  • In base a cosa scegli un direttore artistico le band da proporre?

    …questi sono solo alcuni punti che analizzeremo insieme.

Iniziamo con Marco Liotti...conoscerlo è un MUST se vuoi fare il musicista di professione o se vuoi solo saltuariamente fare una serata live!

Scopriamo il perchè!

-Clicca PLAY- qui sotto

Ascolta l’intervista qui sopra CLICCA PLAY

Estrapoliamo dall’intervista alcuni punti interessanti.

Il nome della band.
Analizziamo il nome della band di Marco: “Marco Liotti e i Fifty Fifty”

Il nome fa capire immediatamente di cosa si parla:
C’è un protagonista ma soprattutto si suona musica anni cinquanta.

Bisogna essere chiari e far capire subito cosa si vuole dare al pubblico.
Rock? Rock’n’ Roll? Acustico? Heavy Metal?

Il nome non è una garanzia di successo ma di certo è un aiuto che fa capire cosa si sta andando ad ascoltare.
Caratterizzarsi, cioè darsi una specifica caratteristica, è un buon modo per farsi capire meglio.
Datevi un nome che possa farvi riconoscere fra tanti.

Dovete prendere consapevolezza che di concorrenza c’è n’è tanta perciò fatevi riconoscere senza paura.

TRIBUT BAND o non TRIBUT band?
Sempre di più vediamo nelle programmazioni dei locali infinite liste di tribut band, e diventa inevitabile pensare che sia necessario fare un omaggio a qualche band già nota per suonare dal vivo.

Ovvio che è un arma vincente ed è più facile per prendere una serata.
Esistono perè altre vie per raggiungere questa fantomatica Mecca della musica cioè: creare un prodotto particolare o suonare un genere trasversale.

LA PARTICOLARITA’ E’ TUTTO, dice Liotti.
Aggiungere nuovi sound e nuove caratteristiche è la base di un buon successo.
Insomma: mettere del vostro.

Datevi un motivo per attirare l’attenzione

Un esempio possono essere i Queen che possono essere cantati alla vostra maniera con formazioni particolari:

  • aggiunta di un sax
  • Aggiunta di uno xilophono
  • Tamburelli e fiati
  • solo voci

Questo dei Queen è solo per “fare qualcosa di nuovo/originale”
Sappiate che le idee originali verranno premiate… si spera!!!!

Lato negativo del tributo però è che può essere percepito come sinonimo di IMITAZIONE.
Facendo la cover “spiccicata” potrebbe essere più facile il paragone con altre tribute band…arrivando a intraprendere una gara a chi somigli più fisicamente alla band cantata o a chi si veste “più uguale” all’originale.

Quanto è importante la preparazione tecnica dei musicisti o interpreti?
La tecnica è importante ma non fondamentale.
Lucio Battisti non era di certo un tecnico o un virtuoso della voce
Eppure, trasmetteva emozioni ed ancora adesso è considerato uno dei più bravi cantautori italiani.

Marco dice che il musicista è bravo in un progetto, se CAPISCE il progetto.

Rimanendo sul genere senza STRAFARE.
Senza soli fuori luogo o esagerazioni fuori contesto

TRASMETTERE EMOZIONI sarà perciò un aspetto importante.
Questo è il codice con cui la musica parla.

Perció lasciatevi andare.

E per la scelta dei pezzi/repertorio?
Beh la scelta migliore è quella di avvicinarvi a brani più vicini alla vostra anima.

Non complicatevi la vita, che sia un pezzo di chitarra, o un acuto per un cantante, ricorda che l’intento è di far divertire il pubblico.

La semplicità’ infatti è un piccolo elemento che vi porterà grandi soddisfazioni.

Non perdete tempo nelle cose complicate…come dice la parola, vi complicheranno solamente la situazione.
Nulla costa provare però.

Le Scalette?
Marco Liotti ci ha confessato di non fare mai scalette.
E’ difficile fare una scaletta…e’ preferibile seguire il pubblico.

Si devono intuire le emozioni della sala poichè ogni serata è diversa dall’altra.
E’ preferibile chiamare i brani ai musicisti e darsi la possibilità di cambiarli all’ultimo momento.

Marco…quanto seguito hai alle tue serate?——————-
Nota veramente dolente per i musicisti ma fa parte del gioco.
Non si può cantare solo per se stessi.
Si sta sul palco per dare qualcosa alle persone.

Cercate una via di mezzo…se il pubblico amerà ciò che state facendo di conseguenza lo amerete al 100% anche voi (anche se il pezzo non vi piacerà moltissimo)
E’ chiaro che dovete fare ciò che vi piace….ma non sempre bisogna farlo nei momenti che volete voi.

Marco ha nel tempo costruito uno spettacolo che potesse appassionare sia il pubblico che lui stesso. Non si è chiuso nelle canzoni che piacevano a lui e col tempo si è rivelata la scelta giusta.

Marco Liotti ha un seguito enorme e riempie la sala ad ogni suo concerto, non di amici ma di fans acquisiti nel tempo.

Live o lezioni di musica?
Prendere lezioni è importantissimo ma è altrettanto importante

  • Fare live.
  • Mettervi alla prova.
  • Non rimanete a casa! Fare live è un aspetto importante per conoscervi e farvi conoscere.

Suonare il più possibile in giro, nei pub o in qualsiasi parte le persone possano sentirvi in modo tale da avere un riscontro.

Che senso avrebbe scrivere qualcosa di vostro pugno se poi non lo fate ascoltare?

METTETEVI ALLA PROVA
La musica è arte, l’arte va divulgata.
Fare serate quindi, per un musicista, è tutto. È una vera scuola.

Rapportarsi con il pubblico ti farà notare ciò che la prossima serata potresti fare meglio.

Le due ore di musica nel pub sono la punta dell’iceberg.
Il vero lavoro è quello che c’è prima.
Avete questo tipo di progetto?
Dovrete averne cura…

“Come fosse un bambino […]”

Il progetto va proposto, perfezionato nel migliore dei modi.
questo è solo un estratto.
Ascolta l’intervista integrale!

Oh YEAH
Andrea Salvatori & Marco Liotti & Valerio Vastola

Marco Liotti & Fify Fifty -Auditorium

Marco Liotti & Fify Fifty -Geronimo’s Pub

Marco Liotti & Fifty Fifty: http://www.marcoliotti.com/

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