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Ma quanti plettri esistono?

Come scegliere il proprio plettro?
Impossibile negarlo, quando si tratta di strumentazione il plettro è sempre in fondo alla lista delle priorità: pensiamo sempre… “un buon tocco è la base di tutto!”. Certamente è vero, ma può fare la differenza anche scegliere bene di fronte al variopinto scaffale del nostro negozio di fiducia! Sebbene i plettri sembrino tutti uguali e ad un primo ascolto varino per semplici sfumature, in realtà i cambiamenti che il giusto plettro è in grado di apportare al nostro sound possono essere davvero significativi.

“RIGIDO O MORBIDO?”

Questa è sicuramente la domanda che vi siete posti la prima volta che avete acquistato un plettro. Plettro piccolo-grande
Cerchiamo di capire come funziona: quando il plettro tocca le corde di una chitarra o di un basso provoca una vibrazione che, a sua volta, produce un suono. Ora pensiamo al rumore di un pallone gonfio e duro che impatta con il suolo… secco e deciso, giusto? Proviamo adesso a sgonfiare leggermente quel pallone e lasciamolo cadere di nuovo… il suono è più grave, non trovate? Togliamo infine tutta l’aria e otterremo un bel tonfo sordo. Tuttavia, quando arriverà il momento di usare quel pallone per giocare dovremo scegliere se gonfiarlo del tutto o parzialmente e, come sappiamo, la “gonfiatura” di un pallone è buona o cattiva non in sé e per sé, ma è resa tale da una serie di altri fattori: dalla distanza che dobbiamo coprire col calcio, se serve fare goal o semplicemente fare un piccolo passaggio, dal terreno del campo, ecc.

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